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venerdì 21 dicembre 2012
venerdì 17 febbraio 2012
SAPORI DI... VERSI Il pollo al curry con le mele
IL POLLO AL CURRY CON LE MELE
Diciotto erano gli anni che, giovane, io avevo.
Mi innamorai davvero, ancora ero al liceo.
Era un compagno, lui, e pure giornalista
gli cucinai del Pollo con mele e spezia mista.
Era metà febbraio, metà anni Settanta
Diciotto erano gli anni che, giovane, io avevo.
Mi innamorai davvero, ancora ero al liceo.
Era un compagno, lui, e pure giornalista
gli cucinai del Pollo con mele e spezia mista.
Era metà febbraio, metà anni Settanta
e ora che nuotiamo nel mare dei quaranta
capisco come mai, turbato mi guardò
e dopo qualche mese per strada mi lasciò.
Ero parecchio inquieta, giovane e dispotica
cercavo nella vita di essere anche esotica.
A casa mia vivevano soltanto delle donne,
immagino il disagio per tutte quelle gonne.
Lui sorrideva sempre, bruno e napoletano
ma aveva un suo palato antico e molto sano
Quel pollo semi indiano di fatto lo turbò
ma senza far rumore intero lo mangiò.
Dire, non disse nulla, allora lui mi amava
ma quel sapore strano ahimè lo disgustava.
Era tempo di lotte, bandiere e gioventù
ma a casa sua, da sempre, pranzavan col ragù.
Decenni son passati, sono stati pure belli
e ci hanno attraversato col bianco nei capelli.
Un giorno qui in cucina quel piatto ho riprovato
datato, anni Settanta, eppure l'ho mangiato.
Peraltro a cucinarlo sono bravi proprio tutti
stagisti e direttori, onesti e farabutti.
Prima di tutto compra da un bravo macellaio
un bel petto di pollo o, se del caso, un paio.
Tornato a casa tua lo tagli a pezzettini
lo rosoli in padella e intanto pensi ai vini.
Quando, bello dorato, è come un sole in cielo
aggiungi i rossi frutti che vengono dal melo.
Affetti le cipolle e mele tutte insieme
le butti sopra il pollo e aggiungi il nero seme.
Abbassi piano il fuoco e copri che sobbolle
aspetti una mezz'ora, il sugo si fa molle.
Se poi sei stato a Goa e hai molta nostalgia
aggiungi il dado, il curry e l'India così sia.
Dieci minuti ancora, aspetti in allegrezza
e senza più dolore ripensi a giovinezza.
Anonimo
Decenni son passati, sono stati pure belli
e ci hanno attraversato col bianco nei capelli.
Un giorno qui in cucina quel piatto ho riprovato
datato, anni Settanta, eppure l'ho mangiato.
Peraltro a cucinarlo sono bravi proprio tutti
stagisti e direttori, onesti e farabutti.
Prima di tutto compra da un bravo macellaio
un bel petto di pollo o, se del caso, un paio.
Tornato a casa tua lo tagli a pezzettini
lo rosoli in padella e intanto pensi ai vini.
Quando, bello dorato, è come un sole in cielo
aggiungi i rossi frutti che vengono dal melo.
Affetti le cipolle e mele tutte insieme
le butti sopra il pollo e aggiungi il nero seme.
Abbassi piano il fuoco e copri che sobbolle
aspetti una mezz'ora, il sugo si fa molle.
Se poi sei stato a Goa e hai molta nostalgia
aggiungi il dado, il curry e l'India così sia.
Dieci minuti ancora, aspetti in allegrezza
e senza più dolore ripensi a giovinezza.
Anonimo
giovedì 9 febbraio 2012
RICORDI DI UN'INFANZIA CHE NON C'E' PIU'
1° episodio
Nella mia mente, nonostante siano passati tanti tanti anni, appena lascio i miei pensieri liberi ,si susseguono a centinaia i ricordi della mia infanzia passata presso i nonni, i genitori del mio papa': nonna Rosi e nonno Faust.
Alcuni ricordi non sono rimasti nitidamente incisi, alcuni sono confusi e poco chiari, altri sono come in una nebbia grigio chiara, ma tanti sono scolpiti come in un film a colori..... Sono presenti ed il film è per me sempre attuale.
Il film è come proiettato su uno schermo bianchissimo, le immagini si susseguono una dopo l'altra.... non faccio nessuna fatica mentale, non devo pensare a nulla, non devo ricordare nulla, tutto appare spontaneamente, nitidamente inciso nella mia anima per sempre...
C'è un lettino tutto smaltato di bianco, un lettino di ferro che sembra più una culla di vecchia data, una delle sue sponde laterali è ripieghevole verso il basso in modo che una volta tirata giù io possa scendere da sola senza difficoltà.
Qui dormo e sogno io, tranquillamente.....
Davanti a me c'è un trenino elettrico, dipinto di rosso e di nero. E'sso è sopra un mobile con tanti libri di tutte le dimensioni.
C'è un solo binario. Esso però si divide in due tutte le volte che deve lasciar passare il trenino che viene dal lato opposto.
C'è molto silenzio, il trenino non fa nessun rumore quando passa sulle rotaie.
Io seguo il suo dolce movimento, finchè mi addormento. Profondamente.....
C'è una villa a due piani; tutt'intorno ci sono grandi alberi, pini sempre verdi.
E c'è anche un grande terrazzo, al primo piano. Intorno a questo c'è un'inferriata, il nonno dice per non farmi cadere giù..... si sa, non sto mai ferma, ho l'argento vivo addosso, così parlano di me!
Ancora non vado a scuola, ho 4 anni, quasi 5.
C'è una maestra, amica dei nonni, che viene in villa a darmi le prime nozioni sulla lettura sia in italiano che in tedesco e poi mi insegna, come una Tata, le buone maniere: come si deve stare a tavola, come ci si deve sedere su una sedia, come bisogna salutare le persone che ancora non si conoscono e tante altre piccole regole di comportamento. Mi piace molto leggere, di meno imparare queste cosiddette "buone maniere"....
La maestra ha un libro.
Ogni pagina ha una grande lettera dell'alfabeto e naturalmente una figura per capire meglio.
La maestra apre il libro: c'è rappresentata una bimba "buona" e una "cattiva "che ...ruba la marmellata (tipiche immagini dei libri per bambini di una volta). Mi fa scegliere... scelgo naturalmente la figura della bimba buona e, sicura di me, mi raffiguro contenta in lei.....
E' domenica e la domenica si va tutti insieme alla messa nella cittadina che si trova non lontana dalla villa.
Nella piazza principale c'è un grande monumento a Franceco Giuseppe; c'è un vecchio tram, tutto dipinto di verde. Mi sembra tanto grande e quando gira in curva fa un cigolio fortissimo, tanto che mi chiudo le orecchie con le manine.
Dopo la messa si va a comprare il pane fresco; c'è pane di tutte le qualità, panini lunghi, rotondi, bretzel, pane nero e quel profumo che ancora oggi ricordo..... profumo di pane appena sfornato!
Vorrei tanto averne un pezzetto.... ma le "buone maniere" mi bloccano e non lo chiedo...
Sulla piazza quadrata in centro, vicino alla chiesa, c'è una giostra con carosello, l'altalena, una piccola ruota e un grammofono che manda musica allegra e assordante. Ci sono tanti bambini, devo fare la coda per salire sull'altalena, ma aspetto tranquilla il mio turno, non spingo. Sono una bambina ben educata....
Chiedo se posso andare sulla giostra e la nonna mi da un soldino per un giro soltanto, ma io sono molto contenta. Scelgo la carrozza tirata dai cavalli, è tutta d'oro e io mi sento una principessa!
Proseguiamo su per un ponte, a sinistra c'è una pasticceria.
Alla domenica è usanza dalla nonna di mangiare un pasticcino prima del pranzo.
Il pasticcere ci conosce molto bene. E' un uomo alto e grosso, indossa sempre un grembiulone bianco e ha le maniche della camicia rimboccate tutto l'anno, qualunque sia la temperatura. I suoi capelli sono coperti da un cappellone buffo, ha i baffi e ha il sorriso sempre pronto per tutti.
Nel negozio c'è sempre un buon odore di vaniglia e di pulito.
Mi alzo in punta di piedi e vedo: cannoli con panna montata, cannoli con crema o cioccolata, paste ricoperte di glassa rosa e bianca, fette di torta alle pesche gialle , krapfen con crema e in fondo il famoso strudel di mele, specialità della Casa. Che imbarazzo la decisione!!!! Ne posso prendere una sola e la mia scelta cade sul cannolo alla crema.
Ho ancora il ricordo di quella crema in bocca !!!!!!
E' ora di tornare a casa, dove ci aspetta la Mati, così si chiama la tata di casa.
Sono tanti anni che Mati lavora nella villa. E' un po' brontolona, ma alla fine simpatica.
Fra tutte le nipoti della nonna, io sono la sua preferita, me lo dice sempre...ma ho il sentore che lo dica a tutte noi.... questo la rende ai miei occhi ancora più simpatica!
E' la tipica tata austriaca: massiccia senza essere grassa, porta i capelli a treccia che formano una specie di pagnotta sulla testa, le gonne sono almeno tre e lunghe e sopra di esse di solito ha un golf pesante: dice di aver sempre freddo, anche nella bella stagione!
Cucina benino, si lamenta però sempre che manca qualcosa per rendere migliore i suoi piatti.... così non ci si può lamentare perchè sappiamo già il motivo per cui il pranzo non è un gran chè!
La sera poi, se tutto è stato ok durante la giornata, prima di lavare i denti, arriva con una caramella particolare, morbida e coloratissima sopra un bastoncino. Io aspetto sempre quel momento.... e quando ritarda penso che qualcosa sia andato storto!
Sono più grande, non ho ancora 6 anni, frequento la classe 0 che è tra l'asilo e la prima elementare, in Italia credo che non ci sia !
So già leggere e scrivere.
La scuola non è lontana dalla villa: La prima volta mi accompagna la tata, poi vado da sola.
Di solito, per fare prima, prendo una scorciatoia che attraversa l'antico chiostro del duomo.
Nel chiostro ci sono le tombe di molti vescovi e sopra ogni tomba ci sono dei blocchi di marmo enormi che rappresantano il vescovo là sepolto.
C' è sempre un odore strano, misto di polvere e di fiori secchi o appassiti e fa sempre freddo, anche in piena estate....
Il silenzio che regna tutt'intorno mi costringe quasi ad andare in punta di piedi per non fare rumore.
Per uscire dal chiostro c'è un enorme portone di legno con i cardini tutti arruginiti. Ma nel portone stesso c'è una porticina piccola, tanto però da poter comodamente passare, e ogni volta che mi ritrovo fuori mi sento molto meglio e felice di vedere la scuola un poco più distante.
Non è che io abbia paura di "spiriti di vescovi" ma confermo che mi sento meglio!
Prima di entrare a scuola mi fermo davanti ad un negozio con una piccola porta.
Entro e al mio passaggio suona una piccola campanella. In questo negozio si trova di tutto, dalle caramelle al sapone, dai salami ai quaderni, dalle penne alla pasta!
In tedesco si chiama "Tante Emma-Laden" - il negozio della zia Emma! Aleggia un odore di cose buone che mi fa dimenticare subito quello poco desiderabile del chiostro...
Entro a scuola .
I giorni e i mesi passano, ma c'è ora una grande novità, in agosto i nonni si trasferiranno per un certo periodo nella loro casa di Vienna ed io vivrò nuove avventure! Ne sono certa!
( segue 2° episodio )
sabato 4 febbraio 2012
SAPORI DI.... VERSI
Il Gattò
Ha un nome francese e partenopeo
ma quando lo assaggi è molto europeo
Ricette di casa, un poco macchiate
ed ecco per voi il Gattò di patate!
Formaggi e salumi, delizie salate
si mettono a strati con uova e patate
Ma prima di tutto ci serve il bollore
si sbucciano calde malgrado il dolore!
Si mette del burro, diventa un puré
lo mischio per bene, si monta da sé
Aggiungo tre rossi e del parmigiano
di sale e di pepe si parca la mano.
E sopra il tagliere affetto a tocchetti
salame piccante e un uovo a quadretti
Li butto nel cibo, che il volo sia breve
in ultimo aggiungo gli albumi di neve.
Per ora il lavoro è quasi finito
mi serve un bel pyrex, si unge col dito
E sul primo strato di ricca patata
la mia mozzarella sottile è posata.
Ancora uno stato di denso purè
la provola a fette la metto da me
Per chiudere il tutto ancora patate
fiocchetti di burro e ora infornate!
Quaranta i minuti passati nel forno
si toglie la torta ed è ancora giorno
Il Gattò ti tenta, ma deve aspettare
mezz'ora ti serve per farlo posare.
(anonimo)
Il Gattò
Ha un nome francese e partenopeo
ma quando lo assaggi è molto europeo
Ricette di casa, un poco macchiate
ed ecco per voi il Gattò di patate!
Formaggi e salumi, delizie salate
si mettono a strati con uova e patate
Ma prima di tutto ci serve il bollore
si sbucciano calde malgrado il dolore!
Si mette del burro, diventa un puré
lo mischio per bene, si monta da sé
Aggiungo tre rossi e del parmigiano
di sale e di pepe si parca la mano.
E sopra il tagliere affetto a tocchetti
salame piccante e un uovo a quadretti
Li butto nel cibo, che il volo sia breve
in ultimo aggiungo gli albumi di neve.
Per ora il lavoro è quasi finito
mi serve un bel pyrex, si unge col dito
E sul primo strato di ricca patata
la mia mozzarella sottile è posata.
la provola a fette la metto da me
Per chiudere il tutto ancora patate
fiocchetti di burro e ora infornate!
Quaranta i minuti passati nel forno
si toglie la torta ed è ancora giorno
Il Gattò ti tenta, ma deve aspettare
mezz'ora ti serve per farlo posare.
(anonimo)
giovedì 2 febbraio 2012
LA TERZA ETA' ( anche mia.....purtroppo....)
I giorni passano
lentamente o.... velocemente
e la vita passa nei giorni
che inevitabilmente aumentano....
Il tempo passa
e si posa sul viso e
sulle membra,
assottiglia le labbra
e socchiude gli occhi...
I sogni per un futuro appassiscono
adagio e si vede sul viso
ciò che da bambini
vedevamo nel viso dei nonni..
un passato che ora è presente in noi...
Rivediamo la nostra vita
correre come su un filo
una vita che come il sole
ha creato e crea
a volte delle ombre chiare
a volte scure.......
L'aria è pulita e profuma,
profuma solo dei bei giorni
vissuti felici e il
cuore batte forte
nel vivere ancora ......
E' da giovani credere che nella vecchiaia si trovi una forma di pacificazione e che il tempo sappia calmare i conflitti in cui ci dibattiamo da così tanti anni!
Leggo sui giornali che nel 2050 i vecchi saranno il doppio dei bambini.....
Una volta si lasciavano i "vecchi", che vivevano in casa con tutta la famiglia, appartati in uno spazio della casa ad osservare un mondo non più loro.
Sembravano docili, ma lo erano davvero nel loro intimo?
La loro era una docilità, una passività imposta e sui loro volti si leggeva spesso una tristezza fatta di indifferenza o di finta partecipazione alla loro vita.
Da bimba, e da ragazzina poi, ho visto tanti "vecchi".... li guardavo e già allora mi resi conto che non ci sono tante possibilità di invecchiare con un sentimento di piena felicità......
Noi viviamo lo scorrere del tempo con il nostro corpo e con il nostro spirito e man mano che invecchiamo cambia tutto intorno a noi e anche gli sguardi degli altri sembrano sfuggire dal nostro volto, sembrano guardare altrove......
Oggi giorno è molto cambiato il modo di "invecchiare"....parecchie persone non l'accettano e chi vuole e.. può ricorre al lifting, ma a mio parere anche il miglior lifting fatto dal miglior chirurgo estetico non ci permetterà di uscire inevitabilemte dalla scena......
E qui entra forse in aiuto il carattere della persona, quel carattere che a volte non ti fa vedere l'aspetto esteriore della persona stessa, ma ti rende piacevole stare almeno per un po' con lei!
Tornando al fatto che si vive più a lungo e che le persone anziane sono molte di più e molto più attive rispetto ad un tempo, ciò sembra risultare negativo per la società di oggi.
E' questa una mutazione che forse nessuno avrebbe desiderato, ma che la società è "costretta" a subire ora e ancora per molti anni, non conoscendo il risultato cui ne uscirà.....
Già ora si legge sui giornali che l'Italia è diventata un "paese di vecchi", vecchi che portano via il lavoro ai giovani... vecchi che bisogna assistere, vecchi malati che vengono ricoverati a spese del Paese......
La loro longevità sbigottisce.....
Ecco allora il perchè si ricorre a svariati mezzi per ......fermare il tempo almeno in apparenza
Forse finchè l'anziano appare giovane c'è salvezza per lui, forse finchè non è un peso per la società in cui stiamo vivendo!
Gradirei dei commenti in proposito.
I giorni passano
lentamente o.... velocemente
e la vita passa nei giorni
che inevitabilmente aumentano....
Il tempo passa
e si posa sul viso e
sulle membra,
assottiglia le labbra
e socchiude gli occhi...
I sogni per un futuro appassiscono
adagio e si vede sul viso
ciò che da bambini
vedevamo nel viso dei nonni..
un passato che ora è presente in noi...
Rivediamo la nostra vita
correre come su un filo
una vita che come il sole
ha creato e crea
a volte delle ombre chiare
a volte scure.......
L'aria è pulita e profuma,
profuma solo dei bei giorni
vissuti felici e il
cuore batte forte
nel vivere ancora ......
E' da giovani credere che nella vecchiaia si trovi una forma di pacificazione e che il tempo sappia calmare i conflitti in cui ci dibattiamo da così tanti anni!
Leggo sui giornali che nel 2050 i vecchi saranno il doppio dei bambini.....
Una volta si lasciavano i "vecchi", che vivevano in casa con tutta la famiglia, appartati in uno spazio della casa ad osservare un mondo non più loro.
Sembravano docili, ma lo erano davvero nel loro intimo?
La loro era una docilità, una passività imposta e sui loro volti si leggeva spesso una tristezza fatta di indifferenza o di finta partecipazione alla loro vita.
Da bimba, e da ragazzina poi, ho visto tanti "vecchi".... li guardavo e già allora mi resi conto che non ci sono tante possibilità di invecchiare con un sentimento di piena felicità......
Noi viviamo lo scorrere del tempo con il nostro corpo e con il nostro spirito e man mano che invecchiamo cambia tutto intorno a noi e anche gli sguardi degli altri sembrano sfuggire dal nostro volto, sembrano guardare altrove......
Oggi giorno è molto cambiato il modo di "invecchiare"....parecchie persone non l'accettano e chi vuole e.. può ricorre al lifting, ma a mio parere anche il miglior lifting fatto dal miglior chirurgo estetico non ci permetterà di uscire inevitabilemte dalla scena......
E qui entra forse in aiuto il carattere della persona, quel carattere che a volte non ti fa vedere l'aspetto esteriore della persona stessa, ma ti rende piacevole stare almeno per un po' con lei!
Tornando al fatto che si vive più a lungo e che le persone anziane sono molte di più e molto più attive rispetto ad un tempo, ciò sembra risultare negativo per la società di oggi.
E' questa una mutazione che forse nessuno avrebbe desiderato, ma che la società è "costretta" a subire ora e ancora per molti anni, non conoscendo il risultato cui ne uscirà.....
Già ora si legge sui giornali che l'Italia è diventata un "paese di vecchi", vecchi che portano via il lavoro ai giovani... vecchi che bisogna assistere, vecchi malati che vengono ricoverati a spese del Paese......
La loro longevità sbigottisce.....
Ecco allora il perchè si ricorre a svariati mezzi per ......fermare il tempo almeno in apparenza
Forse finchè l'anziano appare giovane c'è salvezza per lui, forse finchè non è un peso per la società in cui stiamo vivendo!
Gradirei dei commenti in proposito.
domenica 29 gennaio 2012
I GIORNI DELLA MERLA
Gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono di solito i più freddi dell'anno: ma come mai vengono chiamati "I giorni della merla"?
Una storia milanese racconta che tanti, ma tanti anni fa, quando le piume dei merli erano bianche, candide come quelle delle colombe, in una fredda giornata di fine gennaio due bambini, che abitavano in una villetta, si erano accorti che una merla, tremante dal freddo, si era rifugiata insieme ai suoi piccoli al caldo del fumo di un camino che sbucava da uno dei tanti tetti ricoperti di neve delle villette del paese.
Il papà merlo invece, nonostante il grande freddo, pensava di andare in cerca di qualche vermetto per la sua famigliola......
Il papà merlo volò via lontano, ma invano...... la neve era troppo alta.... e così tornò indietro e si mise anche lui accanto ai suoi piccoli nel camino.
Allora i due bambini che avevano assistito alla scena, misero delle briciole di pane sul tavolo della cucina e tutta la famigliola andò a beccare durante la notte scendendo più volte lungo il camino.
Dopo tre giorni, quando il freddo era diminuito, la giovane famigliola era volata via ma le piume, oh meraviglia! tinte dalla fuliggine del camino erano diventate nere!
Da allora, in ricordo dell'aiuto di quei bimbi dato alla famigliola dei merli, tutti i merli vollero nere le loro piume e gli uomini chiamarono "i giorni della merla", i tre giorni più freddi di tutto l'anno, che sono appunto il 29, 30 e 31 gennaio!
Questa leggenda è stata raccontata tante volte da Matteo ai suoi nipotini Michela e Matteo quando erano piccoli. L'hanno sempre ascoltata con molto interesse facendosela ripetere per volte e volte... come fanno tutti i bambini, quando loro piace particolarmente una storia !!
Vi è piaciuta la storia?
Gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono di solito i più freddi dell'anno: ma come mai vengono chiamati "I giorni della merla"?
Una storia milanese racconta che tanti, ma tanti anni fa, quando le piume dei merli erano bianche, candide come quelle delle colombe, in una fredda giornata di fine gennaio due bambini, che abitavano in una villetta, si erano accorti che una merla, tremante dal freddo, si era rifugiata insieme ai suoi piccoli al caldo del fumo di un camino che sbucava da uno dei tanti tetti ricoperti di neve delle villette del paese.
Il papà merlo invece, nonostante il grande freddo, pensava di andare in cerca di qualche vermetto per la sua famigliola......
Il papà merlo volò via lontano, ma invano...... la neve era troppo alta.... e così tornò indietro e si mise anche lui accanto ai suoi piccoli nel camino.
Allora i due bambini che avevano assistito alla scena, misero delle briciole di pane sul tavolo della cucina e tutta la famigliola andò a beccare durante la notte scendendo più volte lungo il camino.
Dopo tre giorni, quando il freddo era diminuito, la giovane famigliola era volata via ma le piume, oh meraviglia! tinte dalla fuliggine del camino erano diventate nere!
Da allora, in ricordo dell'aiuto di quei bimbi dato alla famigliola dei merli, tutti i merli vollero nere le loro piume e gli uomini chiamarono "i giorni della merla", i tre giorni più freddi di tutto l'anno, che sono appunto il 29, 30 e 31 gennaio!
Questa leggenda è stata raccontata tante volte da Matteo ai suoi nipotini Michela e Matteo quando erano piccoli. L'hanno sempre ascoltata con molto interesse facendosela ripetere per volte e volte... come fanno tutti i bambini, quando loro piace particolarmente una storia !!
Vi è piaciuta la storia?
martedì 10 gennaio 2012
AD ANTO CON AFFETTO
Ho ricevuto questa lunga poesia da una gentile signora molto anziana ricoverata tempo addietro alla Principessa Jolanda dove io sono volontaria da ormai 13 anni.
Questa dolce "vecchietta" ora non c'è più e io mi sento felice di poter far conoscere a chi legge questo bel pensiero come sentito ringraziamento della compagnia che non io, ma lei ha fatto a me!
Questo vuole essere anche un sorriso che le mando con tanto affetto!
AD ANTO
"Chi sei tu che non par dama mortale?
Di tanta grazia il ciel ti adorna e dota
Perchè non posi e perchè ai piedi non hai l'ale?"
Questa" poesia alla fortuna" dedicata
e da un antico genio elaborata
si adatta bene a te Anto che sai volare
piuttosto che coi piedi camminare.
Sembri proprio una gazzella, così agile, minuta e così snella.
Forse un artista celebrato nell'arte del pennello ti ha iniziato.
Tu non hai fatto scuole d'arte perchè l'arte ce l'hai dentro di te
scorre nel cervello il tuo talento
che cose belle ne sai fare più di cento
senza il tuo estro artistico imbrigliare
ma libero lasciandolo volare,
e tante cose belle escogitare.
Scatole, piatti, vassoi, hai trasformato
in cose belle da mozzare il fiato.
La carta colorata in alberi coi fiori trasformata
e basta il tuo cervello interrogare
per sapere cosa hai messo nel cantiere
e molto presto ci farai vedere.
Se avessi scuole artistiche studiato
quadri artistici avresti realizzato
e forse molti soldi guadagnato.
Ma rallegrare i vecchi ed i malati
senza togliere denaro ai disgraziati
è il miglior guadagno che si fa!
La fantasia e la voce tua armoniosa
in altri campi ti rendono preziosa:
Oltre a divertir chi è stanco ed infelice
saresti una perfetta animatrice.
Lo dimostra quando sostituisci o aiuti Franco
che è animatore esperto e di alto rango.
E tutte queste doti messe insieme
certamente il Signor te le ha donate
perchè la tua bontà le ha meritate.
Senza amor non avresti tanta fantasia
da converti scarti in alta poesia.
Con affetto e con tanta simpatia
ANNA BUCCI
dicembre 2000
Capite quanto mi sono care queste parole?
Questa dolce "vecchietta" ora non c'è più e io mi sento felice di poter far conoscere a chi legge questo bel pensiero come sentito ringraziamento della compagnia che non io, ma lei ha fatto a me!
Questo vuole essere anche un sorriso che le mando con tanto affetto!
AD ANTO
"Chi sei tu che non par dama mortale?
Di tanta grazia il ciel ti adorna e dota
Perchè non posi e perchè ai piedi non hai l'ale?"
Questa" poesia alla fortuna" dedicata
e da un antico genio elaborata
si adatta bene a te Anto che sai volare
piuttosto che coi piedi camminare.
Sembri proprio una gazzella, così agile, minuta e così snella.
Forse un artista celebrato nell'arte del pennello ti ha iniziato.
Tu non hai fatto scuole d'arte perchè l'arte ce l'hai dentro di te
scorre nel cervello il tuo talento
che cose belle ne sai fare più di cento
senza il tuo estro artistico imbrigliare
ma libero lasciandolo volare,
e tante cose belle escogitare.
Scatole, piatti, vassoi, hai trasformato
in cose belle da mozzare il fiato.
La carta colorata in alberi coi fiori trasformata
e basta il tuo cervello interrogare
per sapere cosa hai messo nel cantiere
e molto presto ci farai vedere.
Se avessi scuole artistiche studiato
quadri artistici avresti realizzato
e forse molti soldi guadagnato.
Ma rallegrare i vecchi ed i malati
senza togliere denaro ai disgraziati
è il miglior guadagno che si fa!
La fantasia e la voce tua armoniosa
in altri campi ti rendono preziosa:
Oltre a divertir chi è stanco ed infelice
saresti una perfetta animatrice.
Lo dimostra quando sostituisci o aiuti Franco
che è animatore esperto e di alto rango.
E tutte queste doti messe insieme
certamente il Signor te le ha donate
perchè la tua bontà le ha meritate.
Senza amor non avresti tanta fantasia
da converti scarti in alta poesia.
Con affetto e con tanta simpatia
ANNA BUCCI
dicembre 2000
Capite quanto mi sono care queste parole?
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