Antonietta, vorrei intervistarti....
Intervistarmi? Ma tu sai qual'è il significato etimologico della parola intervista?
Intervedere, guardare attraverso, guardare dentro: come una radiografia.
Un'intervista è come un lavoro scientifico, bisogna riflettere prima di rispondere e con calma! Altrimenti è una cosa ridicola, diventa quasi un gossip..... A volte ti fanno delle domande sulla tua vita ridicole e alle domande ridicole si danno risposte imbecilli, o meglio si sta zitti.
Mi prometti quindi che mi farai domande intelligenti?
Promesso. Allora: tu sei nata proprio nel periodo bellico. Hai dei ricordi, anche vaghi?
Il più delle cose mi sono state raccontate finita la guerra dai miei genitori. Anche se ero così piccola, capivo benissimo quello che mi dicevano e questo ha fatto sì che tanti piccoli avvenimeti vissuti in quel perido mi siano rimasti ancor più stampati nella memoria.
Mi ricordo per esempio quando sfollammo da Milano a Bizzozzero (un paesucolo vicino a Varese) nella casa di una zia di mia mamma di nome Armida. Questa zia con mille raccomandazioni si era offerta di ospitarci per una modica cifra, ma tutto quello che era dentro doveva restare intatto e in perfetto ordine!
La casa la ricordo benissimo; ricordo il giardino che mi sembrava grandisssimo e la " raccolta" in inverno delle uova delle poche galline che avevamo. Queste galline facevano poverine le uova senza guscio, per il gelo e perchè mangiavano poco e male e mamma le raccoglieva nella paglia con un cucchiaio......
Faceva tanto freddo fuori e in casa e nevicava, non c'era l'acqua e mamma raccoglieva pentole e pentole di neve con il risultato finale di una dose minima di acqua sul fondo. Con quella ci si cuoceva la pasta.....
Ricordo quando si bruciarono delle liste di legno sotto l'unica stufa che una notte mamma lasciò accesa nella cucina/salotto per il gran gelo!!!!!
La disperazione di mamma se la zia Armida avesse scoperto ciò! Ci avrebbe subito rimandato a Milano, dove bombardavano soprattutto di notte.
La stufa fu subito spostata e sopra le assi bruciacchiate venne messo un mobile pesantissimo che la zia non sarebbe mai riuscita a spostare......
E papà e mamma che la sera nell'oscurità (a una certa ora c'era il coprifuoco e bisognava spegnere tutte le luci) ascoltavano con l'orecchio attaccato alla nostra grande radio (non esistevano le radioline) "Radio Londra" che dava le notizie aggiornate e...vere sullo svolgimento della guerra. Bisognava non fiatare.....il volume era al minimo.... e il porgramma iniziava con colpi di tamburo seguiti da...."Qui parla radio Londra" e altri colpi di tamburo.... li sento ancora nelle orecchie!!!!
Ma il ricordo più vivo è un "profumo". Il profumo di carne al burro che veniva da un appartamento vicino, mi sedevo sulle scale e tiravo su col naso tutta quell'aria profumata di costina......alla griglia.... Noi mangiavamo la carne molto di rado.......
Ricordi qualcosa che ebbe a che fare con gli ebrei ?
Si, mi ricordo la grande meraviglia di mamma quando vide una nostra conoscente con un collo di volpe sul suo cappotto abbastanza dimesso. Disse che l'aveva "presa" in un negozio di ebrei.........
E poi....... finita la guerra venni a sapere cose ben più gravi e tremende......... e capii di quanto, nonostante tutto, fossimo stati fortunati e potessimo gioire uno con l'altro della nostra vicinanza.
Che ne dici se beviamo qualcosa, tanto per fare un break?
Ottima idea!
Possiamo andare avanti? Ora una domanda che chiude il periodo non bello della guerra: tornaste a Milano? e come fu la vita per te?
Certo che tornammo a Milano, la città era sta bombardata e anche la casa a fianco della nostra era un cumulo di macerie.... ma rividi tutte le persone che avevamo lasciate.
Mi ricordo quel rientro molto bene! E mamma che offriva un liquorino fatto da lei a tutte le conoscenti che venivano a trovarci e il discorso alla fine era sempre e ancora sulla guerra e sui sacrifici che avremmo dovuto fare..... Io ascoltavo ma ero felice perchè avrei cominciato la scuola, mi sarei trovata con altri bambini, avrei fatto nuove conoscenze.
Vicino a casa c'erano molti cumuli di macerie e ricordo perfettamente che con le mie amichette andavamo a cercare le lire americane. Erano soldi di carta quadrati che valevano una o due lire ma quando se ne trovava che gioia e si andava subito a comprarci delle gomme americane, le famose "cicche", grandi e dure ma con le quali si potevano fare dei palloni con la bocca e la gara era a chi li faceva più grandi. Cosa avrei dato per avere in casa sul tavolo della sala in bella mostra una palla di vetro con tutte quelle cicche colorate, così come le aveva il lattaio!!!! Che teneri momenti, momenti che non si possono dimenticare!
E dei tuoi genitori in quel periodo cosa ricordi?
Ho dei ricordi molto vivi.
Papà andava al lavoro a Milano da Bizzozzero tutti i giorni con il treno, a volte sotto i bombardamenti. Mamma era sempre in pensiero per lui, pregavamo tanto l'angelo custode perchè non gli succedesse mai niente.
Capitava che doveva fermarsi qualche volta a Milano, lavorava presso la Siemens, perchè gli aerei sorvolavano la linea ferroviaria continuamente su e giù e non era prudente viaggiare in quelle condizioni........ allora le preghiere si facevano più lunghe....... E quando lo sentivamo arrivare a casa, fischiando il solito motivetto per farsi riconoscere da lontano, era una grande festa!
Mamma e papà sono sempre stati molto legati, in quel periodo penso più che mai.
Mamma faceva di tutto per farmi stare serena, dovevo però fare sempre "LA BRAVA", altrimenti al mattino non avrei trovato sotto al mio cuscino il solito confettuccio di zucchero che mi avrebbe portato l'angioletto! Avevo una bellissima piccola ciotolina di paglia con coperchietto che mettevo sotto il cuscino prima di addormentarmi,dopo aver detto le preghiere,e la mattina appena sveglia per prima cosa l'aprivo e vi trovavo il confettuccio! Capitava, per fortuna molto di rado, che NON lo trovassi, allora per me era un dispiacere grandissimo e mi sentivo in colpa per tutto il giorno perchè capivo che non avevo fatto la brava bambina....
Poi c'è un episodio ancora così presente: come sopraddetto faceva in inverno tanto freddo. Una gallina covava le uova, dovevano nascere a giorni due o tre pulcini. La mia era un'attesa spasmodica... ero curiosissima di sentire i primi pigolii.
Però mamma capì che le uova per il freddo non si sarebbero mai schiuse, allora le prese e si mise a letto con le tre uova dentro un panno di lana vicino ad un piccolo termoforo al suo fianco e stette ferma a letto per due giorni.
Io stavo sempre vicino a lei, una ragazza che abitava a fianco ci preparava qualcosa per pranzo e cena. Nel pomeriggio del terzo giorno sentimmo un leggero pigolio e le uova in un attimo si schiusero ed uscirono tre pulcini senza pelo, bagnati e bruttini..... Nel nascere una loro goccia di sangue cadde sul lenzuolo e non andò mai più via nonostante i tanti lavaggi. Conservammo quel lenzuolo per tanto tempo......
Quella fu per me, avevo tre anni, un'esperienza irripetibile e bellissima. I pulcini crebbero e divennero gallinelle.
Sento che la preghiera vi aiutava in quel periodo così pieno di ansie....
Si, moltissimo. La mamma si rivolgeva sempre alla sua mamma perchè proteggesse me, lei e il papà. E poi io ero sicura di avere sempre il "mio angelo custode" alle spalle e mi sentivo molto protetta. La mia preghiera quotidiana era:"proteggi i miei genitori e me e fammi essere BUONA e UBBIDIENTE". A queste due ultime parole si aggiunse" STUDIOSA" quando cominciai ad andare a scuola. Pensa, ancora oggi qualche volta quando prego mi viene da dire questa frase!!!!!
Eri brava a scuola?
Sai, di tutto il periodo scolastico fino a dopo le medie ho un ricordo come velato. Alcuni patema d'animo li ho ancora vivi, ma ricordo poche amiche e il volto di quasi tutte le insegnanti è un'ombra. Fa eccezione l'insegnante di francese che prendavamo in giro perchè sapevamo che se ti guardava potevi copiare...... per via dei suoi occhi strabici........
Ah si, poi ricordo anche una compagna delle medie; era molto brava ma molto "stronza" e non mi aiutava mai e anche quando veniva a casa mia a fare i compiti metteva la carta assorbente davanti al quaderno perchè non copiassi!!!!!!! (pensare che mamma la invitava apposta perchè mi desse una mano specialmente in matematica e latino, e dolce mamma comprava sempre anche una tortina al mercato che sapeva tanto di fecola....) Ancora oggi, quando mi viene in mente, provo un senso tremendo di schifo! Chissà che fine ha fatto??????
Non ero un genio, forse perchè cominciai la scuola a 5 anni, anche se sapevo già leggere e scrivere, e di ciò ne risentii proprio nelle medie. Al liceo mi rifeci!!!
continua l'intevista più avanti con il periodo post bellico