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PAROLANDO....

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venerdì 20 maggio 2011

Quadretto senza cornice.

Nella casa precedente a quella che ho abitato da sposata avevo il mio "angolo" con una bella scrivania, una piccola libreria e tante piccole cose che mi appartenevano e di cui ero molto gelosa.


Attaccato alla parete davanti alla mia scrivania (la finestra era di lato) c'era un quadretto.
Non era dipinto ad olio, non era un acquarello, ma una vecchia cartolina, (come quella posta qui di seguito per capirci meglio) un po' sbiadita, senza pretese, senza cornice, che mi aveva regalato la mia insegnante di letteratura tedesca al liceo, Schwester Adelaide.

Questo omaggio, pur essendo così modesto mi piaceva tanto ed era un bel ricordo: lo ebbi in occasione di una gara di letteratura (con la dedica in tedesco, naturalmente!) dove primeggiai insieme ad altre due mie compagne di ventura.

Con tutti i vari traslochi poi andò perso  insieme a molte altre cosine mie e questo non l'ho mai .....digerito.....e ancora oggi, che sono passati "secoli", quando ci penso mi ci arrabbio!

Ritorno serena al mio quadretto e sono sicura che, anche se non lo avete mai visto, voi che state leggendo riuscirete  con la mia descrizione  a vederlo quasi dinnanzi agli occhi, così come lo vedo io ora!
Almeno.... spero di riuscirci.....


Un cavallo, un  biroccio, un uomo, una donna, un bambino.
Una strada piena di fango, un ombrello rosso che protegge il bambino dalla pioggia.
Un cielo color del fango, una casetta in un prato verde.
Finestre chiuse, qualche  mucca al  pascolo, una palma vicino alla casetta.
In fondo due colline colore verde grigio. Una tutta ricoperta di bosco, l'altra col bosco appena sulla cresta .
Le ruote del carretto sono piene di fango, lasciano due strisce nel fango della strada.
Il cavallo cammina piano piano, la testa bassa, non ha bisogno di redini, gli zoccoli pieni di fango.
L'uomo col cappello di paglia in testa, la camicia azzurra inzuppata, tiene in mano un piccolo frustino che non usa, tanto non occorre. Il cavallo conosce molto bene la strada che deve percorrere......
La donna tiene con la destra l'ombrello rosso e con la sinistra il bambino mezzo seduto, ben protetto dalla pioggia. Ha in testa un fazzoletto per non prendere freddo.........

Nessun rumore, nessuno intorno.
La pioggia cade silenziosa, piano, piano.

Gli alberi stanno fermi, non si muove una foglia.
Anche il bambino sta quasi fermo, muove appena la testa al dondolio del carretto. Sta per addormentarsi.

In una grande pozzanghera si riflette il cavallo, il carretto e l'ombrello rosso.
Il cavallo ogni tanto scuote la testa per scrollare l'acqua dalla criniera, l'uomo ogni tanto gira la tesa verso la donna, guarda il bambino e poi la donna.
La donna guarda solo il bambino.....


Lo devono portare dal medico.........il cavallo lo sa.........


giovedì 19 maggio 2011

Una primavera "spettacolare" a Milano

Sono molto contenta quando a Milano si inaugura ogni anno da parte di "ORTICOLA DI LOMBARDIA" la meravigliosa mostra-mercato primaverile ai Giardini Montanelli.

E' questa una bellissima festa milanese che si tiene nel mese di maggio e invito tutti di recarvicisi la prossima volta, specialmente a coloro che amano i fiori come me!

Il tema di quest'anno era "gli orti urbani".



Le ortensie, nei loro smaglianti colori dal rosa chiaro al rosa scuro, dal celeste al viola chiaro, le viole giganti dominavano sullo sfondo dei grattaceli di Piazza della Repubblica, quasi fosse un mini-Central Park.

Una varietà infinita di fiori nelle loro più svariate forme, nei loro infiniti colori e profumi.
Il colore azzurro del gelsomino, il bianco della zagara, i fiori di rosmarino. Il blù della lavanda con il suo tipico profumo che ti lascia quasi inebriata...


Le piante poi utili alla nostra "cucina":  la menta, il rosmarino, la salvia che danno ai nostri piatti un sapore inconfondibile. L'aroma ricco dell'alloro e il basilico che per tanti è il preferito in assoluto.


Qui ci si può veramente ispirare e attrezzare per poter poi realizzare sul proprio balcone o terrazzo o un pot-pourri di fiori variopinti o anche un piccolo orticello con pomodorini rossi, fragole o altro che daranno entrambi molta soddisfazione e serenità di spirito.

Per i bambini poi è una grande spasso! Mi sono rammaricata di non essere ancora piccola...... Si può pasticciare con la terra in un laboratorio organizzato e imparare a piantare, senza rovinare  le radici, piccole piantine di fiori semplici.

Per  ultimo viene indetto anche un concorso "Orticola d'esterni"  per progetti di design per il dehors.

Prima di andarmene di nuovo a casa ho voluto ancora una volta ammirare le rose glamorous, le peonie supersnob e i tulipani olandesi. Sono questi fiori molto pretenziosi e ricercati.

Preferisco però i fiorellini piccoli, quelli che per essere ammirati devi avvicinarti a loro: solo così puoi scoprire la loro bellezza e le tonalità infinite dei loro colori.

martedì 17 maggio 2011

Il bambino all'origine del suo futuro

IL  BAMBINO  IMPARA  CIO'  CHE  VIVE




Se un bambino vive nel rimprovero diverrà un intransigente.

Se un bambino vive nell'ostilità diverrà un aggressivo.

Se un bambino vive nella derisione diverrà un timido.

Se un bambino vive nella serenità diverrà un equilibrato.

Se un bambino vive nell'incoraggiamento  diverrà più intraprendente.

Se un bambino vive nell'apprezzamento diverrà più comprensivo.

Se un bambino vive nella lealtà diverrà più giusto.

Se un bambino vive nella chiarezza diverrà più fiducioso.

Se un bambino vive nella stima diverrrà più sicuro di sé.

Infine

Se un bambino vive nell'amicizia diverrà veramente amico per il suo mondo.

mercoledì 11 maggio 2011

Non è bello ciò che è bello.......

"BELLO" dovrebbe essere il contrario di " BRUTTO."


Ma non lo è!!!

"BELLO" è una parola molto vaga.

"BELLO" per me non ha contrario.

Se cercate su un vocabolario il significato di quest'aggettivo, leggetelo con attenzione e poi vi sembrerà di essere diventati più eruditi in merito. POVERI ILLUSI!


"BELLO", secondo il mio punto di vista, è una concezione del tutto personale di aspetti delle cose, di momenti di vita, di piaceri, di suoni, di colori, di sentimenti propri, di pensieri, infine di tutto quello che possiamo assorbire nel nostro corpo  o sentire attraverso i nostri rudimentali sensi.




Ora, io sento il "BELLO" come qualcosa che mi fa sentire bene, che mi piace, che mi soddisfa e mi fa sentire migliore.
Nel contempo ci sarà qualcuno che dirà che ciò che per me è "BELLO" per lui è orribilmente  "BRUTTO", che è tutto una porcheria, che io non ne capisco nulla!

Non serve a niente che io mi inquieti o che brontoli, perchè quella persona può avere tutte le ragioni del mondo, perchè per lui il "BELLO" è tutta un'altra cosa.

Tutti noi abbiamo "IL NOSTRO BELLO" personale!


Però esiste un "BELLO" universale, un "BELLO" che non deve mancare a nessuno: è il "BELLO" della pace, dell'armonia,

della bontà, del bene che io voglio a tutti i miei cari, del piacere di stare con loro e della gioia che loro mi danno con i loro sorrisi.......

lunedì 9 maggio 2011

La crema "Nivea" ricordi d'infanzia!

Con questo mio racconto non voglio assolutamente fare pubblicità alla crema Nivea, ma solo raccontare  quello che mi ha richiamato un " titolo" che ho letto oggi sul quotidiano: "LA NIVEA COMPIE 100 ANNI!"

Mi sono subito riapparsi tanti ricordi qui e là nei periodi più disparati della mia infanzia e gioventù degli anni 60!  Ricordi che avevo rimosso ma che poi  improvvisamente mi sono venuti davanti agli occhi come momenti vivi e chiarissimi!
 
All'inizio fu una scatola gialla, tanto in linea con l'Art Nouveau di inizio Novecento!

Sono passati 100 anni, la scatola è rimasta ma il colore dopo alcuni anni è cambiato in blù col quale viene identificata "l'armonia" unitamente al bianco indice di "purezza"!!!

Mamma in estate, quando eravamo dal 45 in avanti fino al 1952/53 presso i nonni a Santa Margherita Ligure, portava da Milano sempre con sè una scatola di Nivea. Era l'unico lusso che si " pemetteva " in fatto di creme!!!! Costava Lit.20!!!!! Pari oggi a meno di 1 cent. di Euro!


So che la usava per tutto: crema da giorno, da notte,...da sole e dopo sole; la spalmava copiosamente anche sul mio corpicino bianco latte.......
Rammento che mi dava molto fastidio, perchè era tutto tranne che fluida anche se sulla scatoletta c'era scritto "all'Olio"!!!!!!
Incuriosita, come sempre di tutto, le chiesi una volta cosa fosse questa crema che "dovevo" sempre mettere prima e dopo il bagno in mare.

Lei era molto informata su quello che volevo sapere e, mi disse fra le tante cose, che mi avrebbe mostrato anche le pubblicità  su "Anna Bella", la rivista che leggevamo in casa, certa che mi sarebbero piaciute molto!

Quello che mi disse mamma era che potevamo fidarci di quella crema, che ci avrebbe mantenuto la pella bella e che tutte le sue amiche e conoscenti la usavano.

Anche la nonna si intromise nel discorso e mi fece notare che riguardando le diverse pubblicità della "Nivea" c'era una caralleta di stili e di classi che coprivano l'intero spettro sociale.
Infatti, se prima venivano mostrate dame distinte nei salotti lussuosi, poi le ambientazioni, con il passare degli anni, cambiarono e proposero donne impegnate nelle attività della vita quotidiana, nei lavori di casa o appunto durante le vacanze sotto il sole cocente. E vicino a loro molte volte c'erano dei bimbi. Insomma alla fine c'era la famiglia intera che usava questa famosa" crema!

La cosa che ricordo con tanto entusiasmo è un pallone gonfiabile blu con la scritta NIVEA, perchè quando me lo regalarono intorno agli anni 60 la mia gioia salì alle stelle!!


Quanto ci giocai sulla spiaggia e quanti bambini mi chiedevano di poterlo avere per un po'.
Io, che sono sempre stata generosa, lo prestavo finchè, un triste giorno, finendo sopra delle rocce molto appuntite su una spiaggetta di Rapallo, si bucò e adagio adagio si sgonfiò.....
Rimase in un angolo della villa inutilizzabile e poi nonna - senza che io vedessi, perchè mai mi sarei privata del mio pallone blu anche se rotto,- me lo buttò nella spazzatura....
Grandi pianti da parte mia, forse ancora più lunghi di quelli che avevo fatto quando mi si ruppe!

Oggi ci sono centinaia di prodotti, ma questa marca mi dice qualcosa, le altre mi lasciano del tutto indifferente......

sabato 7 maggio 2011

Festa della mamma 2011

Dedicato alla mia mamma

CIAO MAMMA,
mi piacerebbe venirti a trovare
nel giorno dedicato a te.
Mi piacerebbe stare ancora un po' insieme,
mentre serena ti riposi con in mano uno dei tuoi tanti libri.
Ti ricordi? Dovevo avere dieci, forse dodici anni e
quando compravi un nuovo libro
bruciavo dalla frenesia
di aprire" io" per prima il libro intonso
ed odorare quel profumo di stampa che
tanto mi attirava.......... e tu me lo facevi fare!

Tu mi hai spiegato il significato di tante parole
e lì è nata la prima illusione,
il pensiero che la vita può essere un incastro  perfetto,
basta sapere usare le parole giuste
così proprio come fanno gli scrittori.....

Ma la vita non è così... e tu lo sapevi, vero mamma?
adesso  lo so anch'io......

Mamma,  mi piacerebbe telefonarti
per farti gli auguri nel giorno della tua Festa
per dirti la frase che dicevo sempre:" ti voglio tanto bene!"
Per darti un regalino comprato magari con un po' di fretta
ma con tanto amore:
Ti ricordi quel foulard?
E quella boccettina piccola piccola di profumo?
E quella casetta con l'omino e la donnina
che segnavano il bello e il brutto tempo?
Particolarmente oggi mi piacerebbe parlarti,
raccontarti di adesso.
Sono addirittura divetata nonna da anni e
ho spesso detto di "te" ai miei  nipotini:
di come eri bella, di come mi coccolavi teneramente
proprio come faccio ora io con loro....


Mamma, vorrei tenere la mano nella tua
come tutte le volte in cui l'ho tenuta,
tranne una.....
quella volta che non c'era tempo di sfogliare insieme
un nuovo libro,
di andare a spasso per il  parco,
di darci la mano per attraversare la strada......

o...forse si
una strada da attraversare c'era...


ma quella strada l'hai attraversata da sola............
io sono rimasta di qua per salutarti:
"CIAO MAMMA!"
La tua Antonietta

giovedì 5 maggio 2011

Le uova di Pasqua della mia infanzia

Il ricordo di questa festosa ricorrenza degli anni della mia infanzia è vivo ancora oggi in  me tanto quanto il piacere di rievocare e descrivere come si festeggiava la Pasqua sia a casa dei miei genitori che a casa dei nonni, anche se furono pochi i giorni delle feste pasquali trascorsi con loro.


Pasqua significava per me "abitino nuovo e scarpine primaverili rigorosamente bianche"!
Per me era una grande gioia e quindi aspettavo sempre la  festa con molta ansia.
Erano tre le date dell'acquisto delle scarpine nuove: Natale, Paqua e prima della partenza per il mare, i sandaletti blu con i buchi.
Solo una settimana prima di queste date si andava a fare l'acquisto e solo il giorno di queste Feste avrei poturo indossare le cose nuove!!!!!


La domenica delle Palme si andava ad ascoltare la Messa solenne e all'uscita mamma, papà ed io stringevamo in mano sia  la palma gialla dai rami intrecciati che l'olivo, benedetti dal sacerdote durante la cerimonia. Giunti a casa mettevamo le palme in un bel vaso in sala da pranzo e l'ulivo in ogni camera di solito nell'angolo di un quadretto, dove sarebbe rimasto fino all'anno dopo, sostituito poi da quello fresco.


Nella casa c'era un buon profumino che proveniva dalla cucina, infatti la mamma già dalle prime ore del mattino era stata alle prese con i fornelli anche per prepararmi, in attesa della Pasqua, le sue originali uova sode.
Già perchè quelle di cioccolato, che c'erano naturalmente anche allora, non le ho praticamente mai viste sulla tavola.....in occasione del pranzo speciale pasquale. Forse sì, una volta quando ormai ero già grandicella.....
Al loro posto ricevevo una piccola tavoletta di cioccolato, perchè i genitori sostenevano che in una tavoletta c'era molto più cioccolato che in un uovo e che col suo prezzo se ne  sarebbero potute comprare almento tre !!!!!!! (Facevo, e faccio ancora oggi, molta fatica a capire questo concetto e, non nascondo: guardavo nelle vetrine con molto desiderio le uova incartate di tutti i colori.... e forse un po' anche ci soffrivo nel non riceverne uno, anche piccolino piccolino con magari una piccola piccola sorpresa e provare l'emozione di romperlo per vederla............).


Però devo riconoscere che l'inventiva di mia madre, davvero straordinaria, creava delle uova per me quasi magiche col guscio verde, rosso, giallo acceso e blù. E come? Semplicemente mettendo nell'acqua bollente di una pentola un panno di lana del colore desiderato e immergendo poi ad una ad una le uova che diventavano sode e contemporaneamente i loro gusci erano vivacemente colorati. Questo lo faceva appunto al mattino presto mentre io dormivo e solo al rientro della messa le trovavo sul tavolo ancora nella pentola dove erano state bollite!


Si andava in Duomo e la messa di Pasqua,specialmente per me, era molto attesa e questo perchè potevo "finalmente" mettere le scarpine bianche e l'abitino nuovo!!!!!! Mi sentivo molto bella e come un pavone "facevo la ruota" e provavo la sensazione che tutti mi guardassero ammirandomi......Non so però come seguissi la Cerimonia in Cattedrale !!!!!!


La settimana precedente la festività pasquale era una grande gioia per me, perchè mi divertivo tutti i pomeriggi, dopo i compiti, a disegnare coi pastelli sui gusci delle uova sode colorate dei piccoli fiorellini o ad appicicarci sopra delle figurine ritegliate dal "Corriere dei Piccoli", giornalino che mi veniva acquistato tutte le settimane.
Esco un attimo dal racconto: per me il "Corriere dei Piccoli" era un dono  immisurato perchè, sin da piccolina (ho iniziato a leggere i titoli del "Corriere della Sera "di mamma e papà a 3 anni durante la guerra!), mi piaceva tantissimo leggere. E questo giornalino a quell'epoca era il TOP dei TOP!
 
Terminato il decoro la mamma metteva le uova in una grande zuppiera, che veniva messa in tavola appunto solo il giorno di Pasqua e veniva scoperchiata durante il buonissimo prenzetto. Tutti i presenti naturalmente lodavano il mio operato e l'uovo più bello non veniva mangiato subito ma conservato per qualche giorno!

E la colomba? Quale era la nostra colomba?

Non certo quella di Motta, di Bauli, delle Tre Marie o di Bistefani (che è quella che troneggia oggi sulla nostra tavola pasquale) nelle loro lussuose confezioni!

In compenso c'erano i vari dolcetti di produzione famigliare artigianale, davvero gustosi e buonissimi! Mi ricordo benissimo di una colomba fatta dalla mia nonna con la pasta di pane addolcita, le ali spiegate ricoperte di zenzero e confettucci colorati, con la coda marrone di cioccolato e la linguetta ricoperta di rosso d'uovo!
Quasi ci dipiaceva tagliarla.......sapendo la fatica che aveva fatto!
Poi allegramente però papà faceva il primo taglio e ci si complimentava con la nonna per la squisitezza del dolce e quasi si finiva tutta. Ne avanzava solo un piccolo pezzettino per il giorno dopo....

Però la" piccola tavoletta di cioccolato svizzero" restava con l'uovo più bello lessato, dipinto e decorato da me sulla tavola............nessuno, nemmeno io l'avevo aperta
l'avrei mangiata, trascorsa la Pasqua, un quadretto alla volta a scuola nell'intervallo..........

martedì 3 maggio 2011

letterina di Miki alla nonna ( 2004)

Avevo messo questa letterina, che Miki mi ha scritto il 23.6.2004 sul computer di Anna a Bari, nella bacheca sopra uno dei letti della cameretta.



E' una delle poche letterine che mi ha scritto Michela di suo pugno e volontà e mi è particolarmente cara.


Avevo scelto per conservarla quel posto perchè me la rileggevo tutte le mattine che facevo la polvere in cameretta e ne provavo gioia e compagnia. Come se Miki fosse vicino a me!

Bisogna venire a conoscenza che il mio adorato gatto Mirò da un paio di mesi circa, al mattino presto verso le 6.30 si sveglia e comincia a fare il mezzo "pazzo" intorno a me e alle cose che mi circondano. E più vede che continuo a poltrire beatamente, più continua e aumenta la sua "pazzia". Penso proprio che faccia questo per risvegliare la mia attenzione.....

Ci sono due, tre cose che predilige andare a toccare con le sue delicate unghiette..... Una di queste è questa bacheca con il biglietto di Miki e tante foto di tutte le persone della mia famiglia. Questi ricordi sono pinzati con delle puntine con la capocchia grossa e coloratissima..........

Ecco il suo grande spasso: cercare di tirar via arrampicandosi sulle sue zampette posteriori il più possibile di queste puntine!!!!  Naturalmente, nonostante il mio imprecare dal  letto:  "Mirò vieni via di lì!!!" e il suo miagolio sottofondo di risposta immediata, riesce nel suo intento!
Chi ci va di mezzo? Le foto, ma soprattutto il biglietto di Michela.......che già scocciato e rinforzato da tutte  le parti, sboconcellato ai bordi stamane giaceva per terra e sembrava gridasse:  "aiuto, salvami!!!!"

Così ho deciso di riportarlo qui sotto fedelmente nella mia bacheca. Mi mancherà al mattino, ma non più di tanto perchè so che anche qui lo leggerò spessissimo e che " lui "- finalmente tranquillo - è fra le mie cose più care nel cassetto a sinistra della mia scrivania raggiungibile in qualunque momento della giornata.

Ecco qui di seguito il testo della letterina:

"Cara nonna,
ti scrivo questa lettera per dirti quanto significato hai tu per me: MI STAI VICINO IN OGNI MOMENTO DELLA MIA VITA, MI AIUTI QUANDO SONO IN DIFFICOLTA', SE VOGLIO FARE UN DECOUPAGE O COSE DEL GENERE TU ME LE FAI FARE.

Non solo per queste cose tu hai significato per me, ma anche perchè non aiuti solo me nella vita, ma perchè aiuti anche bambini che ne hanno tanto bisogno, oppure persone anziane.

Ricordati che io ti sarò sempre vicino anche quando non ci potremo vedere.

Nonna tu per me sei più splendente di un diamante, più forte di HERCOLES,
più astuta di una volpe adulta!



Insomma ti ammiro con gli occhi dell' AMORE!!!!
                                                                               MICHELA

In fondo alla letterina, ai lati della stessa ci sono disegnati due cuoricini insieme a tante stelline.....


Michela quando ha scritto queste dolcissime parole aveva 9 anni.