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domenica 29 gennaio 2012

I  GIORNI  DELLA  MERLA



Gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono di solito i più freddi dell'anno: ma come mai vengono chiamati "I giorni della merla"?




Una storia milanese racconta che tanti, ma tanti anni fa, quando le piume dei merli erano bianche, candide come quelle delle colombe, in una fredda giornata di fine gennaio due bambini, che abitavano in una villetta, si erano accorti che una merla, tremante dal freddo, si era rifugiata insieme ai suoi piccoli al caldo del fumo di un camino che sbucava da uno dei tanti tetti ricoperti di neve delle villette del paese.
Il papà merlo invece, nonostante il grande freddo,  pensava di andare in cerca di qualche vermetto per la sua famigliola......


Il papà merlo volò via lontano, ma invano...... la neve era troppo alta.... e così tornò indietro e si mise anche lui accanto ai suoi piccoli nel camino.


Allora i due bambini che avevano assistito alla scena,  misero delle briciole di pane sul tavolo della cucina e tutta la famigliola andò a beccare durante la notte scendendo più volte lungo il camino.

Dopo tre giorni, quando il freddo era diminuito, la giovane famigliola era volata via ma le piume, oh meraviglia! tinte dalla fuliggine del camino erano diventate nere!


Da allora, in ricordo dell'aiuto di quei bimbi dato alla famigliola dei merli, tutti i merli vollero nere le  loro piume e gli uomini chiamarono "i giorni della merla",  i tre giorni più freddi di tutto l'anno, che sono appunto il 29, 30 e 31  gennaio!


Questa leggenda è stata raccontata tante volte da Matteo ai suoi nipotini Michela e Matteo quando erano piccoli.  L'hanno sempre ascoltata con molto interesse facendosela ripetere per volte e volte... come fanno tutti i bambini, quando loro piace particolarmente una storia !!


Vi è piaciuta la storia?

martedì 10 gennaio 2012

AD ANTO CON AFFETTO

Ho ricevuto questa lunga poesia da una gentile signora molto anziana ricoverata tempo addietro alla Principessa Jolanda dove io sono volontaria da ormai 13 anni.
Questa dolce "vecchietta" ora non c'è più e io mi sento felice di poter far conoscere a chi legge questo bel pensiero come sentito ringraziamento della compagnia che non io, ma lei ha fatto a me!
Questo vuole essere anche un sorriso che le mando con tanto affetto!
AD ANTO

"Chi sei tu che non par dama mortale?
Di tanta grazia il ciel ti adorna e dota
Perchè non posi e perchè ai piedi non hai l'ale?"

Questa" poesia alla fortuna" dedicata
e da un antico genio elaborata
si adatta bene a te Anto che sai volare
piuttosto che coi piedi camminare.

Sembri proprio una gazzella, così agile, minuta e così snella.
Forse un  artista celebrato nell'arte del pennello ti ha iniziato.

Tu non hai fatto scuole d'arte perchè l'arte ce l'hai dentro di te
scorre nel cervello il tuo talento
che cose belle ne sai fare più di cento
senza il tuo estro artistico imbrigliare
ma libero lasciandolo volare,
e tante cose belle escogitare.
Scatole, piatti, vassoi, hai trasformato
in cose belle da mozzare il fiato.


La carta colorata in alberi coi fiori trasformata
e basta il tuo cervello interrogare
per sapere cosa hai messo nel cantiere
e  molto presto ci farai vedere.

Se avessi scuole artistiche studiato
quadri artistici avresti realizzato
e forse molti soldi guadagnato.
Ma rallegrare i vecchi ed i malati
senza togliere denaro ai disgraziati
è il miglior guadagno che si fa!

La fantasia e la voce tua armoniosa
in altri campi ti rendono preziosa:
Oltre a divertir chi è stanco ed infelice
saresti una perfetta animatrice.
Lo dimostra quando sostituisci o aiuti Franco
che è animatore esperto e di alto rango.

E tutte queste doti messe insieme
certamente il Signor te le ha donate
perchè la tua bontà le ha meritate.
Senza amor non avresti tanta fantasia
da converti scarti in alta poesia.

Con affetto e con tanta simpatia
ANNA BUCCI   
dicembre 2000


Capite quanto mi sono care queste parole?