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PAROLANDO....

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giovedì 31 marzo 2011

Il perchè ho frequentato un corso di decoupage. Storia di Andrea.


Qui di seguito voglio raccontare perchè improvvisamente mi decisi a frequentare un corso di decoupage al Comune di Milano.

A prescindere dal fatto che mi è sempre piaciuto, sin da piccola, pasticciare e scarabocchiare con le matite, coi pennarelli e con i pennelli, durante una passeggiata in una bella giornata di primavera di una decina di anni addietro capitai davanti alla Chiesa di San Francesco.


Erano circa le 12 e a quell'ora è usanza, presso il convento a fianco di questa chiesa, dare una ciotola di minestra accompagnata da un panino gratuitamente a tutti quelli che si mettono in coda davanti ad una finestrella dalla quale si vedono solo le mani di un frate che porgono ai richiedenti il cibo.
C'era una coda lunghissima, mi colpì molto, non avevo mai assistito a questa stupenda opera di carità.

Riflettei molto su quanto avevo visto e volli sapere un po' più da vicino come era sorta quest'opera pia.

Dopo qualche giorno tornai in quella chiesa e domandai di parlare con un qualunque frate dell'associazione.
Venni a sapere che L'Opera di San Francesco  non solo distribuisce il cibo ai bisognosi, bensì si dedica anche a persone sole, persone che per tante e diverse ragioni hanno perso tutti gli affetti; dà loro inoltre la possibilità di frequentare gratuitamente un ambulatorio medico, un reparto dove ricevono vestiario e c'è anche il modo di poter fare un bagno e di essere accuditi senza la necessità di un ricovero.

In quell'occasione seduto su una panca della chiesa conobbi ANDREA, 82 anni.
I suoi figli, che vivono in altre città, si fanno vivi solo raramente e lui è completamente solo in questa grande città da 7 anni, cioè da quando è morta sua moglie.
Quando aveva sentito parlare di questo centro di assistenza fu uno dei primi ad entrare, e mi racconta  con un sorriso che chiese: "Posso fare una doccia? C'è qualcuno che mi può aiutare nel lavarmi?"

Mi disse che aveva un locale per dormire; ma alla sua età, senza nessuno che si occupi di lui, ogni volta che deve fare una doccia o il bagno si sente molto insicuro, ha paura di cadere e di rimanere là senza poter chiamare qualcuno. Del resto fa anche molta fatica a lavarsi da solo ed ha anche molta difficoltà per prepararsi i pasti caldi.
" Mi tremano le mani e le gambe sono instabili", dice "faccio fatica ad andare al supermercato, a cucinare, a mettere le cose al loro posto, a volte sbatto la testa, a volte mi brucio..... a volte non sento il campanello della porta.....
Quella poca pensione che ricevo mi basta per le cose ultra necessarie......come l'affitto, la luce e il gas.

All'Opera di San Francesco invece riceve costantemente l'aiuto di cui ha bisogno:  Lui - come altri in simili condizioni - è contento quando si può sedere alla mensa in mezzo alla gente, scambiare qualche parola con persone di provenienza diversa.


I volontari poi lo salutano con affetto, gli sorridono, lo coccolano un po' come se fosse un loro vecchio amico, si interessano dei suoi problemi e quando serve lo mettono anche un po' in ordine con qualche capo civettuolo!
Qui lui, come molte altre persone in condizioni indigenti, si trova quasi come in famiglia sente il calore e il sostegno del contatto umano.

Va detto che oltre ai morsi della fame, alle varie necessità di cui  tutti abbisognamo, c'è anche un'altra necessità negli esseri umani meglio una specie di vuoto, frequente soprattutto nelle persone anziane : E' IL VUOTO DELLA SOLITUDINE, UN VUOTO PROFONDO QUANTO QUELLO DELLA FAME E DELLE NECESSITA' QUOTIDIANE.



Ed ora torniamo a me.
Allora, dopo aver parlato sia con il padre francescano che con Andrea, me ne tornai a casa col proposito che avrei dovuto fare assolutamente qualcosa  anch'io per contribuire all'assistenza di tutte queste persone sole e con poco sostentamento proprio.

Dopo circa una settimana incontrai un'amica di vecchia data che mi invitò ad iscrivermi, come aveva fatto lei, ad un corso di decoupage indetto dal Comune.
Mi si accese la "lampadina", ecco cosa avrei potuto fare: imparare  b e n e  l'arte del decoupage e poi vendere le cose fatte da me (allora si iniziava appena questo modo di esprimersi con il collage, ora purtroppo lo hanno imparato tutti!!!! e bisogna essere bravissimi per stare ancora sul mercato!!!!!).

Ho cominciato il corso.
All'inizio quanti tentativi.... e l'insegnante come era severa.... "Rifare, rifare, rifare!!!!!!!!!", ma alla fine me la sono cavata benino e col passare del tempo e degli esercizi, ecco che potevo cominciare ad "offrire" i miei oggetti, il cui ricavato sarebbe andato quasi tutto a favore della sopracitata opera pia.


Devo dire che ho incontrato tante persone disposte ad acquistare le mie "cosette". Facevo mercatini in parrocchia, al Trivulzio, a volte invitavo persone a casa e, con un buon caffè, le entrate erano sempre buone.

Ho poi trasmesso quest'arte durante le giornate del mio volontariato ai vecchietti della Principessa Jolanda, a quelle perone ricoverate ancora in possesso della manualità. Anche li abbiamo poi fatto dei mercatini con le cose fatte da loro, il cui ricavato serviva per comprare il materiale necessario per lavorare e trascorrere delle ore serene in compagnia.  Per loro vedere le "opere fatte con tanta passione" in vendita era una grandissima soddisfazione! E anche per me.

martedì 29 marzo 2011

Escursione sulla Tridentina. Il campione Matteo!


Corvara, agosto 2009


Un'estate come tante passata sulle Dolomiti, un'estate molto piacevole trascorsa anche in compagnia di Paola e Francesco con passeggiate lunghe, facili, impegnative sotto il bel sole delle stupende montagne della Val Gardena.


Ma quest'estate c'è stato un avvenimento molto particolare per Matteo, tanto che egli stesso  ha voluto descriverlo ( fatto del tutto eccezionale!!) e io, con molto piacere pari pari lo riporto qui sotto:


"L'escursione"

Siamo a Corvara dall'inizio di agosto ed è il 37° anno! dopo Bormio in Valtellina, che veniamo di preferenza sulle Dolomiti altoaltesine.

Penso ad alcune belle escursioni fatte in passato e ripetute nel corso degli anni: la traversata del Sella, il Puez, il giro del Sassolungo, la Marmolada.





Ma c'è  la "Tridentina" in calendario per martedì 18 presso l'ufficio guide e mi piacerebbe rifarla; una opportunità per me: un'escursione in massima sicurezza con la guida alpina e l'attrezzatura necessaria che è obbligatoria.

Infine mi decido, ne parlo con Antonietta e anche per lei è ok.
Ma terrà il tempo?
Il tempo tiene, il 17 vado a prenotare: partenza in macchina dal piazzale del campo sportivo alle 7.30! Contatto l'hotel Italia, la colazione sarebbe alle 8, posso per le 6.45? Si. Ringrazio. Prenoto e do un acconto.

Il 18 alle 7.30 sono puntuale all'appuntamento, ci presentiamo: La guida alpina è Olindo i tipici baffoni spioventi; gli altri due partecipanti alla cordata, la coppia Filippo e Juliana appassionati della montagna hanno la metà dei miei anni, simpatici, lei è una giovane donna con la grazia di un cerbiatto.
Mi scuso, rallenterò la salita. Non c'è problema. Chiedo ad Olindo se può documentare l'arrampicata con la mia macchina fotografica. Può. Grazie!

Partiamo in direzione Passo Gardena, arrivati al pargheggio ci mettiamo leggeri, la giornata è serena e promette di essere molto calda; indossiamo l'imbracatura ed il casco, se mancano i guanti non importa: alle 8 ( foto) siamo pronti, zaino in spalla prendiamo il sentiero che porta alla ferrata.

   

La " Brigata Tridentina" è una via ferrata nota, di media difficoltà, con un tracciato che procede per salite e deviazioni con frequenti cambi di pendenze; brevi passaggi in parete più in quota. Si pecorre in un tempo stimato di 2,30/3 ore circa.

In cordata, alle 8,15 attacchiamo la ferrata, alle 9 abbiamo completato il primo tratto: 3 foto.





Un breve sentiero, poi avanti con il secondo tratto: lunga salita (foto 9,05 e 9,11), all'uscita foto (9,22) con Colfosco sullo sfondo





salite (foto 9,30 e 9,39), poi passaggio trasversale (foto 9,57) ancora salite,




due foto all'uscita (11,02 e 11,08).







Siamo in alto, foto alla targa del C.A.I.


 
attraversiamo il ponte (foto 11,14 e 11,16), ancora uno strappo e siamo alla fine della ferrata: in tutto abbiamo impiegato  3 ore circa.



Ci scambiamo i complimenti di rito.
Giù gli zaini, beviamo, offro le pastiglie di destrosio. Foto ricordo con Olindo e con Filippo e Juliana (11,35), la soddisfazione è palpabile.




Olindo e Filippo  prendono il sentiero verso il rifugio, io prolungo la sosta e chiacchiero ancora per 10 minuti con Juliana che mi aspetta, poi andiamo e alle 12 siamo al rifugio Cavazza al Pisciadu.



Mi bastano qualche biscotto e le pasticche di destrosio ma ho sete, al bar prendo due volte il succo di mela, si chiacchera rilassati.
Alle 13 siamo riposati e pronti per il ritorno.

Discesa per la via ferrata e il lungo sentiero a serpentina sui ghiaioni della val Setus (foto 13,46);

alle 15 circa siamo di nuovo al parcheggio e alle 15, 30 a Corvara.

Ci scambiamo indirizzo e numero di telefono, ci salutiamo. Sono molto soddisfatto.



Questo è quanto, devo dire che anch'io mi sono sentita e mi sento molto soddisfatta e orgogliosa di avere un "Matteo" così in gamba e impavido!

lunedì 28 marzo 2011

Aurora

"Pronto, sono Aurora"....
"Aurora? Chi, scusi?"
"Antonietta, non mi riconosci? Sono Aurora G."


E mi comparve all'improvviso  il suo viso, non ascolto le sue parole, la rivedo com'era là, nello spogliatoio di noi volontarie.
Era apparsa al termine del nostro orario di volontariato: Il capo coperto da un grazioso berettino di lana rosso, avvolta in un ampio giaccone, lunghi orecchini, una sciarpa intorno al collo.
Era entrata mentre mi stavo dando un po' di cipria sul naso: ho alzato gli occhi ed ho visto una ragazza giovane che mi guardava con aria smarrita come se ritenesse sbagliato il momento della sua presenza in quel luogo: io la guardai e la trovai molto magra, forse reduce da una malattia, ma le sorrisi.
"Vuole anche lei fare la volontataria?",  le chiesi.

Uscimmo insieme e lei mi chiese perchè fossi diventata "volontaria presso gli anziani".
"E' una forza che improvvisamente ti viene da dentro: non è eclatante, non è descritta dai mass media, è silenziosa, ma salda e sincera. Ci fa essere poi più pazienti e ci dona la costante disponibilità", le risposi.



Passò del tempo e non la rividi più. Pensai che forse avesse cambiato idea. Ma mi sbagliavo.

Ci rivedemmo di nuovo nello spogliatoio, dove ci eravamo viste la prima volta, era infreddolita e si era addossata alla parete. La invitai a prendere un caffè nel salottino "ospiti" e una volta sedute scoppiò in un pianto sofferto.
Era stata operata al seno.
La rincuorai subito raccontandole che anch'io tre anni prima avevo fatto quella triste esperienza.
Dopo aver ascoltato il breve racconto del mio vissuto, si ricompose riinfilandosi il suo berrettino rosso sui corti capelli da ragazzino e mi raccontò di sè.

Mi raccontò di come la sua insistenza per un'ecografia aveva permesso di  scoprire un piccolo nodulo che poi alla biopsia era risultato positivo, dei cicli di chemioterapia che stava ancora seguendo e del suo malessere......
Mi sentivo stringere il cuore, la sua presnza mi aveva turbato perchè mi aveva costretta ad accettare che la malattia avesse colpito anche lei, così giovane.... molto più giovane di me.

Naturalmente l'argomento "volontariato" era passato in secondo, terzo, ultimo piano.
Ce ne andammo in silenzio, salutandoci con la mano da lontano nel freddo dell'inverno con un arrivederci a presto.

Durante quell'inverno umido e grigio rividi spesso Aurora.

Aurora l'ho conosciuta così, Tutto quello che ci siamo dette nei nostri incontri non lo ricordo ma le sensazioni, quelle le rammento benissimo:  Aurora, una donna diretta, con una forte carica di simpatia e umanità, forte e coraggiosa.

Finalmente arrivò la primavera, lei ricominciava a sorridere, il suo volto si addolciva e si illuminava parlandomi della sua bambina. Mi mostra l'ultima fotografia fatta con lei. L'impressione che avevo avuto di lei si era rivelata esatta: era proprio come l'avevo descritta nelle mie sensazioni.

L'avevo aiutata nel mio piccolo a superare lo smarrimento e la sensazione di impotenza, la paura del dolore e della morte, la sfiducia e la collera ed infine la "familiarità"! con la malattia. Cose che avevo già provato io, anche se il mio caso si era presentato molto meno grave del suo.

Adesso potevo tornare sull'argomento "volontariato", lasciato in sospeso all'inizio dell'inverno quando la vidi per la prima volta intenzionata allora ad entrare nel nostro gruppo Sant'Angelo.
Aurora era ora allegra, scherzavamo e ridevamo insieme ed ero certa che poteva trasmettere queste sue qualità ai vecchietti.
Avevo la netta sensazione che lei si fosse liberata della sua malattia come ci si libera di un ospite non gradito.

Ora rivedo Aurora molte volte alla Principessa Jolanda con i miei vecchietti, la vedo disinvolta, tranquilla

come se avesse vinto una battaglia e solo io, in mezzo a tutta quelle persone, so cosa vuol dire quel sorriso e quella serenità!



Sono tornata a casa e Matteo mi dice: "ti hanno cercato al telefono"
"Ma chi era, non ha detto il suo nome?"

Una certa Aurora, mi pare, una voce giovane....."
E' proprio Aurora  G.:  questa volta non ho dubbi!

venerdì 25 marzo 2011

In silenzio

C' è un luogo, me lo vogliono portar via. Ma io non lo lascio, non lo voglio lasciare.............

Ci sono alberi enormi dalla corteccia scura, quasi nera. Però c'è anche il minuscolo fiorellino rosa, umile, quasi nascosto in mezzo all'erba.



C'è il pino rachitico, poveretto, piantato male in un buco troppo piccolo.
C'è anche un cespuglio con le foglie piene di spine.
Ci sono gli uccelli, quelli che cantano, quelli che stanno zitti, quelli che cinguettano appena; ci sono anche le formiche, piccolissime, medie e grandi, sempre indaffarate, sempre al lavoro su e giù per la stessa stradina.
Ci sono piccole api nere, non fanno male a nessuno, ronzano nella pace che regna tutt'intorno.


E poi da qui vedo il faro. La sua luce nella notte mi fa tanta compagnia e mi dà tanta sicureza.


Me lo vogliono portare via questo luogo, ma io non lo lascio......
 
C'è poi anche il mattone rotto della casa, gli manca uno spigolo, è vecchio e stanco, ma sta lì, fermo.

No, per favore, non portatemi via questo luogo......

Parlo  in silenzio, con la bocca chiusa, parlo con gli enormi alberi dalla corteccia scura, mi sentono e mi rispondono muovendo leggermente la chioma folta, piano, piano.  Io li  capisco, batto piano piano con dolcezza su uno  dei loro tronchi, come si fa una carezza sulla testa di un cane.

Parlo con un fiorellino minuscolo, umile e timido, cerco di fargli coraggio affinchè fiorisca sempre, anche se piccolo dà gioia agli occhi il suo colore azzurro scuro in  mezzo all'erba verde, lo tocco solo con lo sguardo, ho paura di fargli male.

Parlo  con il piccolo pino rachitico, tutto storto e basso, gli chiedo scusa per il buco troppo piccolo in  cui l'hanno piantato.

Parlo con il cespuglio spinoso, parlo anche con lui sempre con la bocca chiusa in silenzio.

Parlo con gli uccellini che cantano, il loro canto mi fa bene, mi fa sentire allegra e leggera e li ringrazio col pensiero. Parlo con gli uccellini che stanno zitti. Sono aristocratici, zampettano col petto in fuori. Parlo con gli uccellini che cinguettano appena. Forse col loro cip cip mi vogliono ringraziare delle briciole che metto sul terreno ogni mattina.

Parlo con le formiche, le osservo da vicino e imparo dal loro lavoro tante cose.

Parlo con le api nere che succhiano il miele dalla  corteccia rugosa del pino rachitico. Vengono sempre una alla volta, forse per non disturbare. Le osservo con tenerezza, fanno parte di questo luogo da tanto tempo, come tutto il resto.

Parlo anche col mattone rotto della casa, quello a cui manca uno spigolo. Non lo tocco, potrebbe perdere un altro spigolo, lo guardo soltanto e lui mi guarda in un dialogo pieno di silenzio e di pace.

No, per favore non portatemi via questo luogo.......


Ma se proprio volete portarmelo via, aspettate che io non parli più, nemmeno in silenzio.......



Quanto ho raccontato si riferisce ad un periodo della mia infanzia, verso gli undici anni.
Il luogo è la villa dei miei nonni a Santa Margherita Ligure.
Purtroppo ho tutte le foto conservate in album ed io non so traferirle sul computer. Magari più avanti con l'aiuto di Francesco!! Ma ciò ha in fondo poca importanza, perchè ho tutto stampato nella mia testa e nel  mio cuore.

Il periodo è quello per me molto triste di quando i miei genitori decisero di vendere la villa, dove io avevo trascorso tutte le mie estati. I  miei nonni erano morti, e le spese per il mantenimento della casa erano troppo onerose. Soprattutto perchè si trascorrevano là  noi tutti ora solo i mesi estivi.

Nonostante fossi parecchio sola in quell'incantevole  luogo, i genitori venivano solo in agosto e io stavo coi nonni da giugno a settembre, tuta la natura mi dava tanta pace e mi divertivo e passavo ore guardando ciò che mi circondava e parlando con essa come se fosse la mia più cara amica......

Quindi la vendita della villa fu per me un vero dolore.



Forse allora avrei veramente dato qualunque cosa per non staccarmi da essa........

Poesia

Dedicata a Pussi, Luna e Mirò


Il mio gatto è un gran poltrone
se ne sta tutto il giorno sul balcone

Guarda il via vai della gente,
e lui sta lì senza far niente.

Poi, quando si è stancato di guardare,

chiede a suo modo di mangiare.

Dopo si dedica alla pulizia della sua persona
e poi si distende in poltrona.

Più tardi si alza e,
dopo essersi ben stiracchiato,
viene vicino,
fa le fusa
vuole essere coccolato.....

Ogni tanto dà una sbirciatinna
ad una gattina di una nostra vicina.

E a sera,
dopo aver fatto un bel niente,
si addormenta sul mio letto
beatamente!

venerdì 18 marzo 2011

PROVERBI E DETTI DA TUTTO IL MONDO SUI GATTI

Da parecchio tempo  raccolgo proverbi, detti, barzellette, racconti particolari, e altre cose interessanti che riguardano le caratteristiche dei gatti in generale. Questo mi diverte molto; ora che ho aperto il mio blog mi fa piacere riportare qui di seguito quelli che ritengo i più buffi e i  più strani. 


Non si possiede mai un gatto.  Semmai si è ammessi alla sua vita, il che è senz'altro un privilegio.

I gatti sono amore puro con quattro zampe.

Gli scrittori amano i gatti perchè sono ceature tranquille, amabili e sagge e i gatti amano gli scrittori per gli stessi motivi.

I gatti sono individui assolutisti, con idee molto personali su tutto, comprese le persone di cui sono proprietari.

Quando vuole, il gatto non sente che lo chiami, finge di non sentire.

Il gatto salta intorno al cane quando questo è morto. Per prudenza.

Due gatti danno da fare ad un leone.

Chi ha a che fare con gatti e fanciulli non ha mai  finito.........

Non c'è bisogno di mostrare al gatto dove è il lardo, perchè lo sa trovare da se.

Il gatto che vide il cammello fece subito la gobba!

Per i gatti e per le donne la notte è migliore del giorno.........

Padrone felice, gatto felice. Padrone indifferente, gatto scontento.

Il gatto nero non si sbianca col sapone.

Se il gatto viene morso da un serpente, poi diffiderà anche di una corda!

Per vivere a lungo mangiate come i gatti e bevete come i cani.

Agli occhi dei gatti tutto appartiene ai gatti.

Il gatto timido rende il topo coraggioso.

Chi crema si fa, il gatto lo lecca!!!!!

Che differenza c'è tra un cane e un gatto? Il cane ha un padrone,  il gatto del personale di servizio!

I gatti non sono stati messi al mondo per fare qualcosa di utile.

Nessuno riuscirà mai a far fare ad un gatto una cosa che non condivide.

Non c'è bisogno si soprammobili nella casa in cui vive un gatto.

I gatti sono semplicemente umani, hanno i loro difetti.

Il gatto ha la virtù del silenzio.

Raramente si vede un gatto con un'aria sconfitta.

Un gatto ha bisogno di una casa tanto quanto ha bisogno una persona da fare SUA!

I gatti sanno calcolare con precisione il luogo nel quale daranno più disturbo se vi si siederanno.

La filosofia del gatto è: dormi e lascia dormire!

I gatti trovano che gli esseri umani siano utili animali domestici.

Il gatto obbedisce solo quando lo decide lui




IL CANE E' UN MIO AMICO, IL GATTO E' IL MIO ANIMALE!

I  gatti aiutano a guarire in parte le ferite spirituali con la loro semplice presenza: rendono il\la padrone\a  più equilibrato e sereno, più sicuro di sé, tollerante, ironico, disponibile a ridere di se stesso e del mondo.......in altre parole: PIU' FELICE!!!!!!!

Il gatto possiede una specie di " sesto senso" che lo rende atto a presentire pericoli naturali come le alluvioni o i terremoti, a "captare" l'avvicinarsi di una persona nemica o ad intuire gli inespresssi sentimenti di una persona nei loro confronti.
Si cerca di spiegare tali capacità "extrasensoriali" a particolari doti di elettromagnetismo animale e alle sensibili vibrisse che, insieme al pelo del mantello, hanno poteri di recezione, anche a grande distanza, di sensazioni non registrabili dai normali cinque sensi.

Il gatto è  un animale filosofo (continuando a frequentarlo lo diventi anche tu!), conduce una vita tranquilla e ben regolata, tiene molto alle sue abitudini, è amico della pulizizia e dell'ordine e non pone i suoi affetti a vanvera: desidera essere tuo  amico solo se ne sei  DEGNO!!!!!!!!!
Nella sua tenerezza però manterrà sempre il suo libero arbitrio e non farà mai cose che reputa irragionevoli.
Tutte qualità che purtroppo IO  possiedo solo in parte;  per questo mi piacciono molto i gatti e meno i cani! 

Ti sei mai chiesto come mai la razza europea ha una  "M" sopra gli occhi?
Mi sono informata e ho scoperto una bella leggenda : "Un micetto soriano tigrato bianco e grigio si accorse che "Gesù Bambino" nella mangiatoia, appena nato, aveva tanto freddo e perciò pensò di sdraiarsi vicino a Lui per riscaldarlo e tenerlo al calduccio.
Da quel momento tutti i gatti soriani tigrati portano una  "M" come regalo della Madonna in Suo onore.
Questa leggenda è molto tenera e mi piace molto!

Anche i monaci Zen hanno sempre avuto grande stima del gatto affermando che è in grado di "mostrare la via". Il suo comportamento è preso d'esempio e, in molti templi, ci si ispira a lui per la pratica dello "Zazen", la meditazione seduta, durante la quale si resta immmobili senza pensare a nulla! Tipico atteggiamento saggio del gatto in molte sue pose......durante la giornata!




Il cervello del gatto ha prestazioni 100 volte superiori a quelle del supercomputer Dawn, che può simulare 1 miliardo di neuroni, quando si tratta di elaborare le informazioni. In base a questa constatazione un gruppo di ricercatori dell'università del Michigam sta cercando di produrre una nuova generazione di microchip basati sul modello dei felini, che saranno alla base dei pc del futuro."Stiamo costruendo un computer come la natura costruisce i cervelli" ha spiegato Wei Lu, che coordina lo studio pubblicato dalla rivista  Nano Letters.



Dal 1990 il 17 Febbraio è il giorno in cui si festeggiano i gattti:  il 17 è stato scelto perchè questa data in numeri romani sarebbe  XVII, che anagrammato diventa VIXI , cioè   "ho vissuto"  in onore delle sette vite dei gatti!



 



















mercoledì 16 marzo 2011

Paola e Francesco 2

Paola e Francesco durante la nostra visita a Roma nell'autunno 2010 . Qui siamo andati a  mangiare la porchetta: uhm, che bontà!! E il vino! Ottimo!

lunedì 14 marzo 2011

franci e paola


Paola e Francesco, ..... work in progress (!!) Baci

Corvara, agosto 2010: bellissime vacanze, dolcissima compagnia, belle e lunghe passeggiate (soprattutto di Franci), ottimi pranzi e cene più che abbondanti. Stupendo panorama, tempo, in linea di massima ,buono! Alle prossime!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

venerdì 11 marzo 2011

bari marzo 2011


La mia ultima visita a Bari è stata dal 4 all'11 marzo.

Come sempre è per me una gioia andare a rivedere Anna, i miei due unici "piccoli" tesori e tutta la famiglia Amenduni.
Ho trovato Matteo più alto e sempre tanto dolce e sensibile, anche se un po' nelle nuvolette in determinati contesti, sempre bravo e puntiglioso a scuola, e Michela sempre più "signorina".....ma sempre con il suo cipiglio battagliero e con....... "voglia di studiar, saltami addosso"!!!!!!
Le loro dimostrazioni  di affetto nei miei confronti si sono ancor più solidificate, se possibile, e questo mi rende molto felice. So di poter contare affettivamente molto su di loro ed è quello su cui io contavo maggiormente da quando sono nati: il nostro reciproco disinteressato affetto.
Vederli così, cresciuti in tutti i sensi mi fa tornare sempre e inevitabilmente indietro con gli anni a quando si facevano  cullare da me!
E mi sembra ieri........... Che bei ricordi stampati nella mente come il fuoco! 

Basta ora con i miei sentimentalismi e veniamo alla mia visita barese.

Anna, come sempre quando vado giù, si è dedicata moltissimo a me e mi ha regalato due suoi giorni di ferie!
Mi ha preparato un'ottima marmellata d'arancio, che mi ha procurato oltre al grande piacere di poter avere una cosa così buona e genuina, il problema dell'imballaggio, tanto che poi ho dovuto - purtroppo a gran malincuore - lasciarne due confezioni.

Questa volta ho potuto portare con me il mio computerino, che bellezza! Anna mi avrebbe potuto spiegare le cose che non avevo risolto con Francesco....
Ma, orrore, mi sveglio di soprassalto la prima notte e rifaccio con la mente i gesti fatti il giorno prima nel preparare la valigia,  e mi rendo conto di non avere preso la chiavetta 3 per far funzionare internet!!!!!!!!!! Per circa un'ora non ho avuto il coraggio di controllare la mia "nuova " borsa rossa dove avevo riposto computer  e cordoni vari, poi.........  non mi sbagliavo, la chiavetta non c'era!!!! Era rimasta con il maus a Milano e visto che il maus me lo avrebbe dato Anna non avevo preso nemmeno la chiavetta che si trova vicino.
Che delusione, tutti i miei progetti di apprendimento sfumavano in un attimo.
Al mattino presto, ci si alza sempre verso le 6.30|7, sono subito andata mogia mogia da Anna e le ho detto la stupidaggine che avevo fatto! "Mamma, non ti preoccupare, abbiamo noi la possibilità di collegarci con una cavo ad internet!" Forse loro non se ne sono resi conto, ma per me è stato un sollievo come aver ritrovato, dopo un  lungo cercare affannoso, una cosa persa.

Risolto questo problema, avevamo davanti a noi tutto il tempo disponibile per le....lezioni sul computer, tanto più che, non essendoci Michele per motivi di lavoro, oltre al pomeriggio avevamo anche la sera a disposizione.

Ecco che abbiamo fatto con il computer di Michele le foto qui rappresentate, ci siamo divertite, abbiamo fatto tanti scatti e poi scelti quelli che ci piacevano  maggiormente.
Anna poi me le ha scaricate e mi ha mostrato tante piccole cose a me sconosciute.... Ma la cosa più gradita è stata proprio l'apertura di questo blog! Non avrei mai immaginato di passare un'oretta  così piacevole al pomeriggio scrivendo delle cose che mi  vengono sempre dal cuore.

Grazie Anna, alla prossima!!!!!!!!!!!!
 

lunedì 7 marzo 2011

Mirò

Dal 1970 ho avuto solo due gatti che hanno avuto entrambi una vita lunga e serena contornata da tanto affetto  da parte di tutta la famiglia.