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giovedì 5 maggio 2011

Le uova di Pasqua della mia infanzia

Il ricordo di questa festosa ricorrenza degli anni della mia infanzia è vivo ancora oggi in  me tanto quanto il piacere di rievocare e descrivere come si festeggiava la Pasqua sia a casa dei miei genitori che a casa dei nonni, anche se furono pochi i giorni delle feste pasquali trascorsi con loro.


Pasqua significava per me "abitino nuovo e scarpine primaverili rigorosamente bianche"!
Per me era una grande gioia e quindi aspettavo sempre la  festa con molta ansia.
Erano tre le date dell'acquisto delle scarpine nuove: Natale, Paqua e prima della partenza per il mare, i sandaletti blu con i buchi.
Solo una settimana prima di queste date si andava a fare l'acquisto e solo il giorno di queste Feste avrei poturo indossare le cose nuove!!!!!


La domenica delle Palme si andava ad ascoltare la Messa solenne e all'uscita mamma, papà ed io stringevamo in mano sia  la palma gialla dai rami intrecciati che l'olivo, benedetti dal sacerdote durante la cerimonia. Giunti a casa mettevamo le palme in un bel vaso in sala da pranzo e l'ulivo in ogni camera di solito nell'angolo di un quadretto, dove sarebbe rimasto fino all'anno dopo, sostituito poi da quello fresco.


Nella casa c'era un buon profumino che proveniva dalla cucina, infatti la mamma già dalle prime ore del mattino era stata alle prese con i fornelli anche per prepararmi, in attesa della Pasqua, le sue originali uova sode.
Già perchè quelle di cioccolato, che c'erano naturalmente anche allora, non le ho praticamente mai viste sulla tavola.....in occasione del pranzo speciale pasquale. Forse sì, una volta quando ormai ero già grandicella.....
Al loro posto ricevevo una piccola tavoletta di cioccolato, perchè i genitori sostenevano che in una tavoletta c'era molto più cioccolato che in un uovo e che col suo prezzo se ne  sarebbero potute comprare almento tre !!!!!!! (Facevo, e faccio ancora oggi, molta fatica a capire questo concetto e, non nascondo: guardavo nelle vetrine con molto desiderio le uova incartate di tutti i colori.... e forse un po' anche ci soffrivo nel non riceverne uno, anche piccolino piccolino con magari una piccola piccola sorpresa e provare l'emozione di romperlo per vederla............).


Però devo riconoscere che l'inventiva di mia madre, davvero straordinaria, creava delle uova per me quasi magiche col guscio verde, rosso, giallo acceso e blù. E come? Semplicemente mettendo nell'acqua bollente di una pentola un panno di lana del colore desiderato e immergendo poi ad una ad una le uova che diventavano sode e contemporaneamente i loro gusci erano vivacemente colorati. Questo lo faceva appunto al mattino presto mentre io dormivo e solo al rientro della messa le trovavo sul tavolo ancora nella pentola dove erano state bollite!


Si andava in Duomo e la messa di Pasqua,specialmente per me, era molto attesa e questo perchè potevo "finalmente" mettere le scarpine bianche e l'abitino nuovo!!!!!! Mi sentivo molto bella e come un pavone "facevo la ruota" e provavo la sensazione che tutti mi guardassero ammirandomi......Non so però come seguissi la Cerimonia in Cattedrale !!!!!!


La settimana precedente la festività pasquale era una grande gioia per me, perchè mi divertivo tutti i pomeriggi, dopo i compiti, a disegnare coi pastelli sui gusci delle uova sode colorate dei piccoli fiorellini o ad appicicarci sopra delle figurine ritegliate dal "Corriere dei Piccoli", giornalino che mi veniva acquistato tutte le settimane.
Esco un attimo dal racconto: per me il "Corriere dei Piccoli" era un dono  immisurato perchè, sin da piccolina (ho iniziato a leggere i titoli del "Corriere della Sera "di mamma e papà a 3 anni durante la guerra!), mi piaceva tantissimo leggere. E questo giornalino a quell'epoca era il TOP dei TOP!
 
Terminato il decoro la mamma metteva le uova in una grande zuppiera, che veniva messa in tavola appunto solo il giorno di Pasqua e veniva scoperchiata durante il buonissimo prenzetto. Tutti i presenti naturalmente lodavano il mio operato e l'uovo più bello non veniva mangiato subito ma conservato per qualche giorno!

E la colomba? Quale era la nostra colomba?

Non certo quella di Motta, di Bauli, delle Tre Marie o di Bistefani (che è quella che troneggia oggi sulla nostra tavola pasquale) nelle loro lussuose confezioni!

In compenso c'erano i vari dolcetti di produzione famigliare artigianale, davvero gustosi e buonissimi! Mi ricordo benissimo di una colomba fatta dalla mia nonna con la pasta di pane addolcita, le ali spiegate ricoperte di zenzero e confettucci colorati, con la coda marrone di cioccolato e la linguetta ricoperta di rosso d'uovo!
Quasi ci dipiaceva tagliarla.......sapendo la fatica che aveva fatto!
Poi allegramente però papà faceva il primo taglio e ci si complimentava con la nonna per la squisitezza del dolce e quasi si finiva tutta. Ne avanzava solo un piccolo pezzettino per il giorno dopo....

Però la" piccola tavoletta di cioccolato svizzero" restava con l'uovo più bello lessato, dipinto e decorato da me sulla tavola............nessuno, nemmeno io l'avevo aperta
l'avrei mangiata, trascorsa la Pasqua, un quadretto alla volta a scuola nell'intervallo..........

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